Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1912, V.djvu/306

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NOVELLA XXVII (i) 303 ebbe per risposta che era uno poco di carta che non montava nulla. Mentre che questo si faceva, vennero gli amici del Deo¬ dati e con loro condussero il Piemontese, il quale, segretamente dal luogotenente esaminato, li narrò .di punto in punto quanto gli era occorso. Egli disse agli amici del Deodati che stessero di buono animo e che si faria tutta quella giustizia che cosi enorme caso ricercava. Tenne appo sé il Piemontese, il quale, poi che gli altri andarono via, fece venire viso a viso col Turchi. Non seppe Simone negare che non avesse commandato al Pie¬ montese che andasse al giardino e ubedisse a Giulio; ma che ciò fece, perché Giulio gli avea detto che bisognava movere alcune lettiere e accomodare, che solo fare non poteva. Non¬ dimeno egli cosi freddamente il diceva, che diede grandissimo sospetto di sé. Il perché fu ristretto in carcere. Rimase il Pie¬ montese in casa del giudice. Si mandò a pigliare il cadavere del Deodati e fu messo innanzi al Turchi, più per sodisfare a molti che dicevano che, se Simone l'avesse anciso, che le piaghe stillariano sangue. Ma questa openione è poco vera, e tanto più nel proposito nostro, quanto che già in quello corpo non ci era rimaso più sangue. Fu interrogato il Turchi se conosceva di chi fosse stato quello corpo: rispose che li pareva quello del Deodati. Congregato il lor consiglio, li giudici disputarono ciò che era da fare cerca il Turchi, se potevano darli tormenti o no. Ed essendo vari di openioni, procedevano lentamente, pa¬ rendo a molti che non ci fosse indicio a la tortura. E andando il fatto alquanto in lungo, Giulio, che era in Acquisgrani, si deliberò mandare uno messo in Anversa, si per avisare il Turchi dove era e si ancora per farsi portare alcuni panni che teneva in Anversa in casa di una meretrice sua dimestica. Onde scrisse a Simone come era in Acquisgrani e che, se era interrogato de la morte di Geronimo, che rispondesse che nulla ne sapeva e che essendo il corpo trovato nel suo giardino, che fermamente cre¬ deva che Giulio fosse stato il malfattore; del che il fuggire di lui ne dava indicio apertissimo. Fatta questa lettera, informò uno contadino come si devea governare a trovare il Turchi, e lo mandò in Anversa. Andò il contadino, e scordatosi il nome