Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1912, V.djvu/328

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APPENDICE 325 cose della verità disputando, alcuna fiata quello che nello avve¬ nire può seguitar discorrendo, altrui rendiamo più savio e migliore; ¡1 che allora siamo più certi di conseguire quando, dinanzi agli occhi i passati avvenimenti mettendo, quali i presenti siano e quali per l’avvenire sia di necessità.che divenghino, per essi di¬ mostriamo. Perciò che bene hanno i savi uomini considerato che sol quello è saper vero e di ciò certezza maggior aver si può senza fallo, che ha di già suo essere avuto, che non di ciò che tuttavia si fa o con nostre ragioni conchiudiamo che sia per dover essere. Sotto questa sorte di componimenti ne’ quali le cose già fatte ci sono rappresentate, uno ne abbiamo vago e gentile tanto, che oggi mercé della bellezza sua e d’uno scrittor solo niuno altro più se ne legge o più ci diletta. Ciò sono le novelle, le quali tanto hanno da un sol Boccaccio di riputazione acquistato, che non poco onore a colui resterà a chi il luogo secondo sarà con¬ ceduto. Questo al Bandello di ragion si perviene, il qual si bene e leggiadramente tante novelle scritto ha, quante col mio mezzo si può oggi vedere. E credo che questa mescolanza che egli ne’ suoi volumi ha fatto di casi veramente occorsi, tutta quella utilità possa portare, che dalla conoscenza delle cose passate dianzi di¬ ceva potersi raccogliere, e di que’ medesimi effetti negli animi nostri a nostro ammaestramento parturire che la lettura delle storie e de' poeti adopera in noi. Cosi quanto da un uomo di molta dottrina e giudizio qual questi è, si può, egli s’è di portar giovamento a tutti ingegnato, e lasciato a’ secoli avvenire opera bastevole a giovar sempre. Perciò che queste novelle d'ottime sentenzie, di segnalate varietà, di piacevoli motti, di belle e pronte risposte, di dottrina, d’imitazione di costumi, quasi artificiosa e colorita pittura, sono si piene, e si bene acconciamente dette, che e alle cose buone sapere e a ben dirle e a farle, a chiunque le leggerà porgeranno incredibili aiuti. Ed io, che, pur da questo com- mun desiderio infiammato di giovar a di molti, già son più anni, ho questa fatica dello stampare intrapresa, penso che con l’edi- zion di questi bei libri del mio intento qualcosa arò conseguito. Della qual opera avend’ io già la prima e la seconda parte mandate fuori, la terza adesso m'è piacciuto dar in luce, non senza molte cagioni, sotto del vostro nome. Con ciò sia cosa che primieramente questo si bello e non mai bastevolmente lodato desiderio di far bene a molti a me pare che, si come a tutti i begli animi è comune, cosi sia del vostro bellissimo proprio, in