Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1912, V.djvu/7

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4 parte terza

per non logorare quello di casa, si provedeva di fuori via. Ebbe un figliuolo del marito, che si chiamò il conte Bartolomeo. Poi, facendo ogni di qualche cosetta de la persona sua e non sapendo far le cose sue cosí secrete che molti non se n’avvedessero, cominciò forte a dubitare che il marito un di non si vendicasse di tutte l’offese che ella fatte gli aveva. Ed entrata in questo dubio, pensò esser la prima che menasse le mani, e deliberò levarsi per via di veleno il marito fuor degli occhi, sperando restar libera e governatrice del picciolo figliuolo. Avuto, non so come, il modo d’avere certi veleni, quelli diede in una bevanda al marito, il quale gravissimamente infermò. I medici chiamati a la cura sua si accorsero molto bene che il mal suo era di veleno, e fatto subitamente tutti quei rimedi che loro parvero a proposito, aiutarono di modo il conte che lo liberarono dal periglio del morire; tuttavia restò egli sempre alquanto cagionevole de la persona. La moglie in questa infermitá del marito si mostrava d’esser la piú grama e dolente moglie che mai si fosse veduta, e dal letto del marito mai non si partiva, piangendo sempre; di modo che il conte, che de l’onestá di quella aveva avuto qualche sospetto, venne in credenza d’aver la piú amorevole e pudica donna che a’ suoi tempi fosse. Ella, dolente oltra modo che il suo disegno non le era riuscito, né piú del veleno, come poi si seppe, potendo avere, e veggendo il conte male de la persona disposto, non volendo perder il tempo indarno ed avendo gettati gli occhi adosso ad un Antonio da Casalmaggiore, che era arciere del marito, di quello fieramente s’innamorò, e lasciati tutti gli altri innamoramenti, a questo solo dispose d’attendere. Era Antonio non molto grande di corpo, di pel rosso e gagliardo pur assai e di viso lieto e bello. Questo, di leggero de l’amore de la contessa avvedutosi, non ¡schifò punto la impresa, di modo che piú e piú volte in diversi luoghi e tempi si trovò a giacersi con lei amorosamente. Ora, usando meno che avvedutamente questa lor pratica, fu qualcuno di casa che ne avverti il conte; il quale, aperti gli occhi e poste de le spie a torno a la moglie e a l’arciero, venne in chiara cognizione de la disonesta vita di quella. Stette in pensiero il conte di fargli