Pagina:Bandello - Novelle. 1, 1853.djvu/12

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8 vita

genito del signor Cesare Fregoso e della signora Costanza Rangona sua consorte, in-8°, senza nota di luogo, di stampatore e d’anno. Un’altra edizione se ne ha, nel fine della quale si legge: Si stampavano in Guienna nella città di Agen per Antonio Reboglio, del mese di marzo del 1545, in-8°. In fine si legge un suo Sonetto e un Epigramma di Girolamo Fracastoro: in Bandelli Parcas ad Janum Caesaris Fregasi filium, ed in principio si trova un Epigramma di Giulio Cesare Scaligero: in Bandelli amores pro D. Heroina Lucretia Gonzaga Pyrri filia. In fronte alle Tre Parche si legge una lettera del Bandello al conte Guido Rangone, in data di Verona 15 gennaio 1531. Rarissime sono amendue queste edizioni.

III. Le Novelle del Bandello, in Lucca, presso il Busdrago, 1554, tomi 3 in-4°; tomo IV, in Lione, per Alessandro Marsili, 1573, in-8°; e poi corrette da Ascanio Centorio degli Ortensi (che premise a ciascuna il suo senso morale), in Milano, per Giovanni Antonio degli Anioni, 1560, tomi 3 in-8°. Di nuovo corrette da Alfonso Ulloa, in Venezia, per Camillo Franceschini, 1566, in-4; ed ultimamente in Londra presso l’Harding, 1740, tomi 4 in-4°. Questa ristampa è stata fatta secondo l’edizione di Lucca, la quale è la più intera e la più stimata di tutte, ma conviene che vi sia unito anche il tomo IV stampato in Lione nel 1573, nel quale pure si trova al num. XXVII la novella di Simone Turchi, che ad istanza de’ parenti fu levata dall’edizione di Lucca, come vi si dice a cartella 151: e questo corpo così unito è assai raro, difficilissimo essendo principalmente il trovare il tomo IV stampato in Lione. Di queste novelle si ha una traduzione in prosa francese fatta da Pietro Boaistuau, che tradusse le sole prime sei, e da Francesco di Belleforest, che tradusse il rimanente, ma con poca esattezza; la qual traduzione fu stampata in Parigi e in Anversa nel 1567 e 1568, in tomi 7 in-8°, e poi in Lione, presso Girolamo Farina, 1578, tomi 4 in-16°, e in Parigi nel 1579, pure in tomi 7 in-16°; poi in Parigi, 1582, in-16°, e in Torino, per Cesare Farina, 1570 e 1582, in-16°, e in Lione nel 1591 e 1596, tomi 7 in-16°,e appresso in Roano, 1603, tomi 8 in-160.

Queste novelle sono brevi narrazioni di curiosi avvenimenti stese sul gusto di quelle del Boccaccio. Ogni volume ne contiene un buon numero, ed a ciascuna di esse precede una sua lettera dedicatoria, con cui le va indiriz-