Pagina:Bandello - Novelle. 1, 1853.djvu/135

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anco ella s’accorgesse com’egli per lei ardeva. Il che fu assai facile a fare, perciò che ella, come il vedeva, metteva per il sottile mente a tutti gli atti di quello. Ardendo adunque tutti dui, messer Agostino le scrisse un’amorosa lettera e per via d’una buona donna le ne fece dare, e n’ebbe la desiata risposta. Era il comune desiderio di tutti dui di ritrovarsi insieme a ciò che amorosamente si potessero dar piacere, ma, per la molta famiglia che messer Nello teneva, era quasi impossibile che da ora nessuna il Ghisi potesse entrarle in casa che non fosse veduto. Da l’altra parte, ella non poteva uscir di casa nè andar in nessun luogo, che non fosse da uomini e donne accompagnata. Onde tutti dui erano di malissima voglia, nè sapevano a’ lor casi trovar compenso. Ora avvenne che messer Nello fece da le sue possessioni venir gran quantità di grani per la provigion de la casa, avendo deliberato di star la seguente vernata in Siena. La Pia, che l’aveva inteso, ne diede avviso al suo amante commettendogli quanto le pareva che devesse fare. Egli, lieto oltra modo di questo, si dispose a far tutto quello che la donna gli aveva scritto. Ora volle la sorte che quel dì che il grano arrivò, messer Nello faceva far certo collegio di dottori in casa del più attempato di loro per la lite sua, e volle egli sempre starvi presente, di modo che dopo desinare fin a notte scura sempre nel collegio dimorò. Fu portato il grano in quel che messer Nello usciva di casa, ed il suo fattore, fatti venir alcuni facchini, ordinò che il grano fosse portato sopra nel granaio. Il Ghisi, che vestito s’era da facchino, arrivò in quello, e sì bene s’era contrafatto che persona del mondo conosciuto non l’averebbe. Onde fu dal fattore chiamato a portar il grano di sopra. Egli, che altro non desiderava, preso il suo sacco in collo, montò le scale e votò il sacco nel granaio. E sapendo come stavano le camere de la casa, chè altre volte vedute le aveva, ne lo scendere, avendo avvertito ad esser solo, entrò in un camerino e fermò l’uscio di quello, secondo che la donna scritto gli aveva, la quale attenta stava se il suo amante ci veniva. Aveva quella cameretta un uscio che entrava dentro la camera, ove ella alora s’era ridotta, e fingendo di voler dormire si serrò di dentro tutta sola, e aprendo l’uscio trovò il suo caro amante, che di già quei panni facchineschi s’era spogliato e rimasto era in un farsetto di raso morello. Come ella il vide, così con le braccia al collo basciandolo mille volte se gli avvinchiò, e medesimamente egli abbracciò strettissimamente lei. Ma io non starò a raccontarvi per minuto le carezze che si fecero e quante fiate a la lotta giocarono.