Pagina:Bandello - Novelle. 1, 1853.djvu/166

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parti, anzi con piacer e sodisfazione di tutti, tutte quelle notti che voi fingevate d’andare or qua or là, madonna Luzia, con aita di Cassandra mia fante, per via de l’orto a la mia camera ne veniva, ed io col mezzo di Giovanna sua servente per la medesima strada a la sua camera me n’andava. E voi con la guida d’esse nostre donne a le camere condotti, vi giacevate ciascuno con la moglie sua, e così i vostri campi e non l’altrui, come era la credenza vostra, coltivavate. E perchè gli abbracciamenti vostri non erano da mariti ma da innamorati, e con noi sempre vi congiungevate con più ardente disio che non era il solito, tutte due ci siamo trovate gravide. Il che sommamente vi deve esser gratissimo, se vero è che tanta voglia voi aveste, come mostravate, d’aver figliuoli. Se altro adunque delitto non vi grava, se altro la conscienza non vi rimorde, e se d’altro non sentite dolore, vivete allegramente e ringraziatene de l’astuzia nostra e de la giovevol beffa che fatta vi abbiamo, e se fin qui sète stati nemici, omai deposti gli antichi odii, rappacificatevi insieme, e da amichevoli gentiluomini per l’avvenir vivete, donando le vostre nemicizie a la patria, la quale come pietosa ed amorevol madre vorrebbe veder tutti i suoi figliuoli d’un medesimo animo. Ora, perchè non crediate che io mi abbia quanto ho detto fatto su le dita a modo di favola, a salvezza vostra ed a nostro profitto, eccovi tutte le lettere vostre a noi mandate. – Quivi diedero poi l’una dopo l’altra tanti testimonii e tanti contrasegni ai mariti, e sì bene approvarono le lor ragioni al prencipe e a quei signori, che i mariti per contenti si chiamarono, e i signori tutti si tennero ottimamente sodisfatti, di modo che tutti ad una voce pronunziarono i dui mariti dever esser liberi. E così di commune consenso del prencipe e di quei signori furono tutti dui interamente assoluti. Erano stati i parenti ed amici dei mariti e de le moglieri con ammirazion grandissima ad udir così lunga istoria, e sommamente lodarono l’assoluzione fatta e tennero tutte due le donne per saggie, e che madonna Isotta fosse molto eloquente, avendo così bene diffesi i casi suoi e dei mariti e de la compagna. Anselmo e Girolamo publicamente con molta allegrezza abbracciarono e basciarono le donne loro; dapoi, toccatasi la mano e basciatisi, fecero una fratellanza insieme e restarono per l’avvenire in perfetta amicizia, cangiando l’amor lascivo che verso le donne avuto avevano in benevolenza fraternale. Il che fu di grandissima contentezza a tutta la città. Ora, racchetata tutta la gente che a l’udienza era, il prencipe con gratissimo aspetto a madonna Gismonda rivoltato, così le disse: – E