Pagina:Bandello - Novelle. 2, 1853.djvu/6

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uomini. Era ne la detta brigata messer Carlo Attellano, che ottimamente conoscete quanto in ogni compagnia è festevole e sempre pieno di novelle. Egli al proposito di cui si ragionava narrò una novella che tutti gli ascoltanti empì d’estrema meraviglia e di stupore. E in vero il caso è mirabile e degno per la sua stranezza di memoria. Onde avendolo scritto precisamente sì come l’Attellano il narrò, a voi lo mando e dono. E perchè so che voi non potrete stare di non mostrarlo a la signora consorte, mi vorrei ritrovar in un cantone per veder ciò ch’ella farà e udir quanto dirà. State sano.


NOVELLA XXXVII
Una bella donna usa carnalmente con un leproso e al marito il manifesta, che si contenta che con altri uomini si congiunga.


Che la bella Faustina, signori miei, s’innamorasse del gladiatore io non reputo gran cosa, perciò che poteva essere che quel gladiatore fosse bello e membruto giovine, che deveva far la mostra d’esser un buon copertoio da donna; e se non fosse che pur essa Faustina era figliuola di tanto da bene imperadore e moglie del da benissimo Marco che anco era imperadore, a me non parrebbe così gran fatto che le fosse venuta voglia di sottoporsi ad un ardito e bel compagno, essendo ella avvezza a varie sorti d’uomini sottoporsi senza rispetto veruno. Ma l’istoria che ora io intendo contarvi credo ben io che strana vi parrà e quasi non la potrete credere. Quando io stetti in corte del re cristianissimo ove molti mesi dimorai, intesi l’istoria che ora vi vo’ dire, ma di mente mi son usciti i nomi di coloro che intervengono in essa istoria. Fu adunque in Rovano, città de le prime di Normandia, un cittadino assai ricco, il quale ebbe per moglie una giovane dei principali de la città, che era riputata la più bella ed aggraziata che in Rovano fosse. Amava il giovine la moglie fuor di modo, e perchè bella e piacevole la vedeva, cominciò a dubitare che, secondo che a lui estremamente piaceva e che egli ardentissimamente l’amava, anco quella a tutti quelli che la vedevano piacesse e che ciascuno focosamente l’amasse. Onde a poco a poco, non se n’accorgendo, divenne tanto de la moglie geloso che temeva d’ogni cosa e gli pareva che le mosche che per l’aria volavano la devessino portar via. Nondimeno con tutta questa gelosia le lasciava usar di quella libertà che