Pagina:Bandello - Novelle. 3, 1853.djvu/213

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lontana. Io ho mia madre, donna attempata e di buono avvedimento. – E così a casa del comito se n’andarono. Colà giunti, forte a la porta picchiarono e furono sentiti e conosciuto il comito, chè la prima volta che arrivò in casa, la madre nulla ne aveva sentito. La buona vecchia oltra modo lieta del ritorno del suo figliuolo, fatto da la fantesca accender il lume, fece la porta aprire. Il comito, abbracciata la cara madre, mandò la fantesca a far certi servigi, e senza esser da lei visti egli e Gerardo portarono in una agiata camera Elena, e la posero disvestita in un buonissimo letto. Poi acceso il fuoco e scaldati dei pannilini, avendo già del tutto resa consapevole la buona vecchia, attesero soavemente a poco a poco a riscaldar la giovane e quella stropicciare. Così fregandola e riscaldandola, tanto a torno vi s’affaticarono, che la giovane cominciò a risentirsi e tornare in se stessa e dir alcune mezze parole con balbettante e tremante lingua. Aprendo poi gli occhi e a poco a poco ricuperando il vedere, conobbe il suo Gerardo, ma, ancora in sè a pieno non rivenuta, non sapeva se sognava o pure se vero era ciò che da lei si vedeva. Gerardo con sì evidenti segni di vita abbracciava e dolcissimamente basciava la carissima moglie e, di soverchia gioia colmo, calde lagrime spargeva. Ma ritornata che fu a sè la giovane, e inteso dal marito e dal comito l’occorso caso, e come era stata seppellita e tratta fuor de l’avello, poco mancò che tra la paura e l’allegrezza non isvenisse un’altra volta. Ora chi pensasse o credesse poter narrar l’allegrezza ed il contento dei dui amanti sarebbe in grande errore, perchè in effetto la millesima parte de la lor compiuta gioia non si potrebbe esprimere. Essendo adunque in sè ritornata, fu cibata con ova fresche, pistacchi, confetti e preziosissima malvagìa. E già approssimandosi l’aurora, fu Elena da tutti pregata che riposasse e con soave sonno si ristorasse alquanto. Corcatasi adunque per dormire, non avendo nè quella e meno la passata notte dormito, di leggero s’addormentò. Era già il nuovo giorno venuto; il perchè, lasciata Elena riposare, Gerardo rimandò il comito a la galera ed egli, presa una gondola, a casa del padre se n’andò, il quale, già essendo levato, con festa grandissima abbracciò il figliuolo. Quivi il lieto ed avventuroso Gerardo brevemente informò il padre di tutto il suo felice viaggio, e come in vender la mercadanzia colà portata aveva grossamente guadagnato, e non meno fatto di profitto in quella che recata aveva; di che il padre si trovò intieramente sodisfatto e mille volte benedisse il suo figliuolo. Desinò quella matina Gerardo in casa con il padre e