Pagina:Barrili - Arrigo il Savio, Milano, Treves, 1886.djvu/108

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non solo nella giornata, ma per tutto il corso di una settimana; ed ecco, io stessa dovevo cascarci, come una provinciale!

Basta, non lo farò più; sei contenta? —

Giovanna sorrise e si strinse amorevolmente al fianco della baronessa, come se volesse abbracciarla; quindi si volse, per stendere la mano ad un cavaliere elegantissimo, pallido, dai capegli neri e lucenti, dai baffi lunghi e dagli occhi profondi, che si era avvicinato in quel punto per farle riverenza.

— Bravo, Guidi! — gli disse la contessa Giovanna. — Ella è dei fedeli.

— C'è poco merito, signora; — rispose il giovanotto, inchinandosi. — Noi siamo pianeti e descriviamo costantemente, fatalmente, la nostra orbita intorno al sole.

— Ah, come è ben detto! — esclamò la Franchi dal Melle.

Il conte Guidi avrebbe potuto ricambiare la lode, soggiungendo che la vicinanza di un astro chiomato poteva recare qualche perturbazione anche nel giro d'un pianeta come lui. E sarebbe stata una immagine molto appropriata,