Pagina:Barrili - Arrigo il Savio, Milano, Treves, 1886.djvu/116

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— Non mi piace niente affatto; — sentenziò il giovinotto.

— Ah, bravo! Ecco un presentimento; — replicò Orazio Ceprani.

— Un presentimento! perchè?

— Vieni in qua, e te lo spiegherò. Bada che è un segreto, colto al volo da me.

— Tu cogli tutto al volo!

— Dio buono! È l'arte di vivere in società. Guardare, udire, raffrontare, trarre la conseguenza e regolarsi; tutto ciò è diritto e facile come un sillogismo. Sappi dunque che Arrigo Valenti è innamorato di Gabriella Manfredi.

— Che scoperta! — esclamò il conte Guidi, aggrottando le sopracciglia e torcendosi i baffi.

— Non lo sarà; — rispose il Ceprani; — e forse non sarà neanche vero che egli sia innamorato. Certo è che vorrebbe sposarla. È ricco, capisci, è ricco, e può benissimo aspirare a questo matrimonio, che avrebbe per lui il vantaggio inestimabile di collocarlo tra i pezzi grossi, tra i Burgravi del ceto bancario.