Pagina:Barrili - Arrigo il Savio, Milano, Treves, 1886.djvu/184

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io dovevo esser savio per lui. Adesso, signora mia, siamo salvi contro ogni imboscata possibile.

Venga da madame Duplessis; concerteremo con lei il modo di farla escire.

— Ma... — disse la contessa, che incominciava a sentirsi più raffidata.

— Credeva ella proprio che qualcheduno potesse venire da questa parte?... Al più, mettersi in agguato per via....

— Temo tutto, io; — rispose il Gonzaga. — E poi, chi provvede al più, ha provveduto al meno. —

In quel mentre, si udì una forte scampanellata. Giovanna ne tremò tutta.

— Niente paura; — disse il Gonzaga. — Se suonano di qua, c'è madama Duplessis, con la sua cameriera. Se suonano di là, c'è Happy. —

Ciò detto, andò in ascolto dietro all'uscio della camera. Poco dopo giungeva Happy, per dirgli:

— Illustrissimo, è giunto il padrone.

— Solo?

— Col signor Ceprani.

— Ah diavolo! Ma già, si capisce, doveva