Pagina:Barrili - Arrigo il Savio, Milano, Treves, 1886.djvu/222

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Ella è amico del senatore Manfredi, ed ha certamente molto potere sull'animo suo. Ma se ella abusasse di un tanto potere per strappargli un consenso a queste nozze, avrebbe cagionata la rovina di una povera fanciulla.

— Come sarebbe a dire? — gridò il Gonzaga, turbato.

— Gabriella non ama, e non amerà mai quell'uomo, che a lei piacerebbe di darle in marito. —

Cesare Gonzaga rimase muto un istante, guardando la contessa, come se volesse cercarle negli occhi il segreto di quelle audaci parole. Ma quegli occhi fissi ne' suoi, come in atto di sfida, non gli dissero nulla, e Cesare Gonzaga, dopo quell'istante di pausa, così parlò gravemente:

— Senta, signora; a me non piace nulla, e da gran tempo, oramai. Pregato da un mio congiunto, posso chiedere un assenso, e per cosa non disonorevole, nè indegna di chi deve rispondermi; ma non soglio far violenza all'animo di nessuno, nè con l'arte degl'inganni, nè con le ragioni dell'amicizia. A chi non conosco,