Pagina:Barrili - Arrigo il Savio, Milano, Treves, 1886.djvu/62

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meglio che l'uomo fosse egli capostipite della propria. Chi erano gli antenati di Pipino d'Heristal? Se ne conosce uno, uomo dappoco, e solo da Pipino d'Heristal incomincia il lustro dalla casata. Aggiungi a questo Pipino la gloria di altri due nomi, Carlo Martello e Carlo Magno, perchè io ti ho voluto citare l'esempio più favorevole alla tua tesi; e che cosa vien poi? che cosa rimane della stirpe nobilissima? Un branco di sciocchi. Dunque, ragazzo mio, non ci vantiamo tanto di una nobiltà che non è discesa “per li rami„ e cerchiamo invece di fabbricarcene una, che sia ben nostra, e frutto di azioni virtuose. —

Arrigo Valenti non la intendeva così.

— Parole! — mormorò egli. — Ma nel fatto....

— Orvia, non voglio sentir altro! — gridò Cesare Gonzaga, che incominciava a perdere la pazienza. — Vedi, Arrigo, se tu non amassi, la qual cosa mi riconcilia un pochino con te, ti crederei diventato cattivo.

— Amo, sì! — disse il giovane, — e appunto perciò ti ho pregato di venire a Roma.

— Alla buon'ora! E in che modo potrei servirti io?