Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/121

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 113 —


pagina d’albo, facendoci disperare di poter trovar mai in natura que’ miracoli d’arte, non m’era altrimenti fuggita dagli occhi, mi stava daccanto, su d’una via di paese sconosciuto ad entrambi, e la sua vita, per uno spazio di tempo che nessuno dei due avrebbe potuto determinare, si collegava alla mia. Chi, ne’ miei panni, non si sarebbe inebriato dalla improvvisa allegrezza? E chi, con ipocrisia non dissimile da quella dell’avaro che cela tra le grinze del volto umiliato la profonda felicità del suo cuore, non sarebbe rimasto lì, mogio e confuso, a pigliarsi la rammanzina da quelle labbra che spiravano aria da baci?

— Orbene, — soggiunse ella, dopo un istante di pausa, — e adesso che avete? Debbo io farvi animo, suggerirvi io le parole? In verità, sarebbe il mondo alla rovescia. —

Io ben vedevo, pensando tra me, come fosse delicata la nostra condizione, e come il