Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/146

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e va con piede sicuro al suo fine! La vita non è un’acqua stagnante intorno a cui stanno gracidando le rane e su cui verdeggiano le male erbe di palude; ruscello, o fiume che sia, s’ha da scorgere in essa un’acqua corrente, che guizza e gorgoglia, limpida, fresca e canora, dalle sorgenti alla foce, dall’umil vena solitaria fino al gran mare dell’essere, di cui cantò l’Allighieri.

Ho messo in carta un arabesco di parole senza poter dire i lieti pensieri che mi giravano per la fantasia in quell’ora di ebbrezza. Tutto mi sorrideva d’intorno; sorridevano coi mobili riflessi paglierini le rèste delle avene sterili sui gambi sottili già disseccati a mezzo dal sole, lunghesso i margini del sentiero; sorridevano luccicando i fili d’argento tessuti tra ramo e ramo dai poveri ragni campestri; sorridevano i pampini della vigna, lievemente mossi dallo asolar