Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/206

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E meglio d’una perla, non dava essa l’immagine di una Venere, uscita allora per me dalla conchiglia natale? Egli fu anzi un istante, che io, vedendola così immobile davanti a me, col suo capo dolcemente chino e le labbra semichiuse, la credetti una apparizione di quei classici tempi, e supplicai dentro in me lo spirito evocatore di quella forma divina, che non volesse farmela così presto sparire dagli occhi.

— Guardate, — le diss’io per uscire dalle difficoltà di quel lungo silenzio, — guardate che meraviglia di notte! Come sa la natura comporsi ad assetto di tranquilla bellezza, sotto gli occhi d’un angelo! In verità, io sono indotto a credere che qui si faccia festa per voi. Ma parlate, ve ne prego; fatemi riudire il suono della vostra voce; o penserò che siate una visione di sogno e che io debba da un momento all’altro svegliarmi,