Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/222

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— No, scenderò io tra pochi minuti; — mi rispose sollecita. — Faremo due passi insieme.

— Due pazzi? — replicai, bisticciando sulla pronunzia. — Oh lo volesse il cielo! A questo giuoco si è brutti, da soli. —

Uno scoppio di riso argentino dall’interno della camera, ov’ella si era frattanto ritirata, accolse la mia freddura mattutina. Si cominciava bene, ed io ne tolsi un felicissimo augurio. Ella in brev’ora, come aveva detto, fu in ordine per uscire, e mi comparve, piena di grazia, sul limitare. Venne alla mia volta con passo leggiero e viso ridente; mi prese tutt’e due le mani e le strinse con effusione di tenerezza indicibile. Negli atti suoi, nello sguardo, nelle parole, notai una confidente amicizia, che dimostrava quanto fossi già innanzi nell’animo suo. Mi pareva alquanto abbattuta nel volto, forse per non aver dor-