Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/266

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rito, fui cinque minuti dopo in vista della Gioiosa. Alzai la voce, canticchiando, per farmi udire da lei; ma nessuna voce, nessun rumore mi rispose di là. Del resto, non eravamo ancora davanti all’aia. Vidi bensì a lume di luna la finestra del primo piano uscir fuori dal verde; ma la luce dava in pieno sui vetri; la finestra era chiusa.

— Animo, non facciamo ragazzate! — dissi tra me, cessando di canticchiare.

E giunto allora dove il sentiero si partiva in due, mi volsi speditamente a manca, per entrare sull’aia. Cesarino fu pronto a trattenermi.

— No: — diss’egli, tirandomi per la falda dell’abito; — per di qua. — E mi additava la carraia, che proseguiva diritta, lunghesso il frutteto.

— Che vuol dir ciò? — gli domandai, guardando ora lui, ora l’uscio della Gioiosa,