Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/87

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mer una; credo anzi che portasse la palma tra tutte.

Si rimase per alcuni istanti in silenzio; io ammirato, ella un po’ vergognosa. Almeno così mi parve; poichè, dopo avermi sogguardato un tratto, chiuse gli occhi, arrossendo; indi li riaperse, e scuotendo la testa, come per vincere la natural ritrosia, con un misto ineffabile di civetteria femminile o di ingenuità fanciullesca, mi domandò:

— Or bene, non le dispiaccio del tutto?

Io feci a quelle parole sue una cera malinconica che nulla più. La domanda mi piaceva, e mi tornava molesta ad un tempo. Mi piaceva quella sua confidente schiettezza, che non era senza un tal poco di vergognosa modestia; mi tormentava il pensare che quel dialogo nostro doveva morire lì per lì, senza una chiusa dicevole, finir come un lampo, interrompersi sul più bello alla guisa di quei