Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/197

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tanto venerata da lui!... Questi pensieri si succedevano, turbinavano nell’anima di Lorenzo, che in quelle di Aloise dimenticò le sue medesime sventure. Ed egli non sapeva ancora ogni cosa; non sapeva che il suo povero amico, disfatto nelle sostanze, era mortalmente ferito nel cuore.

In queste malinconie trascorsero due ore. Il Giuliani, che già più volte aveva guardato l’orologio, si alzò finalmente, scusandosi coll’amico di non poter rimanere più oltre. Era molto affaccendato; sarebbe tornato il giorno seguente, per dirgli l’esito del suo stratagemma in monastero, che era del resto certissimo; stesse dunque di buon animo, e intanto non si muovesse di casa per accompagnarlo al portone.

- Voi andate adagio, - diceva egli, - ed io ho bisogno di volare. E volò infatti, senza aspettare altre parole dell’amico, dal palazzo alle falde della collina. Ma giunto colà, in cambio di scendere, prese a salire; pochi minuti dopo era alla Bricca, e infilava il sentieruolo che metteva all’èremo dello sconosciuto.

- Non doveva rimaner più di due ore; - pensava il Giuliani, mentre studiava il passo a quella volta. - A quest’ora ha da essere già passato. Ah, eccolo, è lui!



XXII.

Qui si conta del Giuliani, come sapesse afferrar l’occasione pel ciuffo

Diffatti era lui; il Giuliani lo scorse tra gli alberi, in una insenatura che faceva il sentiero. Egli se ne andava a passi lenti e misurati, col capo chino sul petto, come se volesse contare i ciottoli della strada, verso la casa che si vedeva biancheggiare nel fondo.

Il Giuliani affrettò il passo, per giungergli alle calcagna. Lo sconosciuto lo udì, poichè si volse indietro; e vedutolo, si fermò ad aspettarlo.

- Ella non s’argomentava di vedermi oggi una seconda volta, signor duca di Feira? Così disse il Giuliani con piglio tra cortese ed ironico, in quella che si accostava a lui. Lo sconosciuto, così pigliato