Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/201

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non posso rispondervi, e che vorrei esserne scusato presso di voi. -

Il Giuliani rimase un tratto senza parlare; ma i suoi occhi non si tolsero un istante dal volto del duca. Egli si sarebbe detto, a vederlo, che il giovine volesse penetrare a forza ne’ più segreti recessi di quell’anima così saldamente chiusa ai profani. Ma nulla gli valse lo sguardo scrutatore; e intanto, poichè la battaglia era incominciata, bisognava andar oltre. E come? Il duca di Feira non era un uomo volgare, con cui scendere alle minacce; era un gentiluomo, era un vecchio al paragone di lui; l’incalzarlo ancora, senza l’aiuto di qualche sfumatura, di qualche artifizio oratorio, sarebbe parso atto di scortesia, e il Giuliani ben ne vedeva il pericolo.

- Tolga il cielo, - diss’egli, che aveva finalmente trovata la frase, - che io dimentichi il rispetto dovuto al vostro carattere. Siete voi persuaso, signor duca, che io, proseguendo, non ho in animo di usarvi irriverenza?

- Lo credo fermamente, - rispose il vecchio gentiluomo, - e abbiatene la migliore testimonianza nello avervi io ascoltato fin qui come si ascolta un amico, sebbene voi non vogliate avermi per tale.

- E come potrei, se vi avvolgete nel mistero? Come volete che io mi acquieti alle vostre mezze parole? Di ciò che io abbia a pensare, giudicate voi stesso. Se voi aveste un segreto, se proseguiste un alto disegno, da cui pendesse la salvezza vostra o dei vostri più cari, v’andrebb’egli a sangue che fosse scoperto? Lo lasciereste voi, così ad occhi chiusi, e con animo tranquillo, nelle mani d’un ignoto?

- Glielo strapperei a forza, foss’anco dal cuore! - proruppe il duca di Feira, scuotendo fieramente il capo, e mettendo lampi dagli occhi.

- Voi stesso, signore, - gridò il Giuliani, - voi stesso lo dite!...

- Sì certo, io stesso; - proseguì il vecchio; - ma uditemi ancora. Se questo segreto fosse in mano di Lorenzo Salvani, o nelle vostre, vivrei sicuro, come se non fosse uscito ancora dal profondo dell’anima. Eppure, da pochi giorni appena conosco il Salvani; voi da quest’oggi! Ma voi giovani egregi, non siete più ignoti, nè recenti amici per me. Credete voi che il volto non abbia la sua eloquenza? che l’onestà, non la volgare, la dozzinale, che serve a far vivere in pace col Codice, ma la profonda, la vera onestà, quella che ispira gli alti sacrifizi, che fa parer tristo un giorno passato senza un’opera virtuosa, senza un generoso pensiero, non si dipinga