Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/211

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in agosto gliene occorsero cinquanta; per pagar queste e quelle, un mese dopo vendeva le sue case allo Scandola....

- Vostro prestanome! - notò Bonaventura.

- Un vecchio merlo spennacchiato, che serve a tirar gli altri nella rete; - rispose il Collini ridendo. - Ma che importa? Peggio per lui se lo ha tolto per un capitalista. Il mio uomo gli ha dato il necessario per pagar le cambiali, e più ventimila lire, che andarono subito in tasca ad un mercante di cavalli. Se n’è pigliata una satolla, di grandezze! Ma si sa, chi vuole il dolce, senta l’amaro. Torniamo al fatto; egli aveva urgente bisogno delle sessantamila lire; i miei socii non le volevano dar fuori sopra una firma sola; ed egli, che aveva superbamente toccato della Montalda, la quale, secondo lui, ben valeva tre volte quella somma, dovette sentirsi dire che la terra era una grillaia, che il palazzo era fuori di mano, e che non si poteva dar prezzo ad un fondo il quale non rendeva nulla come podere, e come villeggiatura, poi, avrebbe potuto servire soltanto ad un misantropo, ad un eremita. Si voltò egli allora allo Scandola; ma lo Scandola aveva tutti i suoi denari fuori, e credo dicesse il vero; perchè il galantuomo, dacchè lo conosco, non è mai ritornato nel suo. -

Qui il Collini fece una sapiente fermata, quasi aspettando che il maestro potesse gustare l’arguzia. Ma Bonaventura aveva altro nel capo; ed egli fu costretto a proseguire senza la limosina d’un sorriso.

- Il nostro innamorato non sapeva più a che santo votarsi; e fu allora che lo Scandola, vedendolo disperato, gli entrò a dire di certe cambiali che aveva ricevute in pagamento di mercanzie da un Marsigli, e che avrebbe potuto cedere a lui, marchese di Montalto, perchè ne facesse suo pro’ in quel suo bisogno. E il marchesino non se lo fece dire due volte, ben sapendo che i miei socii gliel’avrebbero scontate, e pigliatolo in parola, sottoscrisse una ricevuta in piena regola, e si beccò le cambiali per centomila lire.

- Delle quali n’ebbe appena sessantamila! - notò Bonaventura, che amava di tanto in tanto, da buon maestro, mortificare la superbia del discepolo.

- Poteva non accettare il partito! - rispose il Collini. - Nessuno lo costringeva; e il banco Cardi Salati fu tanto cortese da non mettere fuori un dubbio sulla bontà della firma, da snocciolargli issofatto, l’una sull’altra, sessantamila lire. Ed ora che le ha godute, che ha sfoggiato a sua posta, torna a Genova squattrinato1, va dallo Scandola perchè lo

  1. Nell’originale "spuattrinato".