Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/215

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il Collini. - Ne aveva pochi, e in poco tempo sono iti.

- Ne aveva più di voi, - ripiccò Bonaventura, - e voi ci avete ora i vostri e i suoi. Tutt’e due ci avevate il vostro demonio nel cuore; ma il vostro v’ha arricchito; il suo l’ha mandato in precipizio. E non faccio questo raffronto per umiliarvi, sibbene per condurvi a riconoscere le cagioni singolarissime che l’hanno ridotto agli estremi, per farvi scorgere quanto cammino abbiate in breve ora fornito, e come l’esito abbia oltrepassato i confini delle ragionevoli speranze.

- E voi, padre, col Vitali....

- Sì, anche questo negozio è andato troppo bene. Credete a me, Collini, troppo bene ogni cosa, e troppo presto. Perciò temo. C’è egli un fato? O gli uomini son liberi, per modo che i più avveduti, i più savi, comandino agli eventi? O tra la loro volontà e gli eventi che ella governa, c’è una potenza ignota che invigila il lavoro, e a volte conduce, e a volte scompiglia le fila? Non ne so nulla; ma temo.

- Padre mio! - esclamò il Collini, più maravigliato che mai. - Questi dubbi in una mente così salda come la vostra?...

- Oh, lo so anch’io quel che s’ha a credere! - rispose Bonaventura. - Appartengo ad un sodalizio che ha, si può dire, ereditato il grande arcano dei sacerdoti d’Iside. Altro è quello che s’ha da insegnare alle moltitudini; altro è quello che s’ha da pensare. La dottrina non è pane per tutti i denti; il vero sapiente la tiene per sè. Ma che volete? ognuno, per forte che sia, ritiene un po’ del suo tempo. La scienza mi fa negare; la coscienza mi fa dubitare della scienza. So quello che volete rispondermi. La coscienza non è mai venuta sotto il vostro coltello anatomico. Essa è una miscéa, un amargama di tutti gli errori, di tutte le contraddizioni, di tutti i sogni, di tutte le chimere sublimi o ridicole, che l’arte umana ha fatte rampollare per lungo corso di secoli dal vecchio tronco della paura. E tuttavia le anime più salde hanno sempre avuto i loro cattivi momenti, ne’ quali hanno sentito come fuggirsi di mano le fila del loro destino, paventato una forza arcana, superiore ed avversa ai loro disegni, e dubitato, sto per dire, del loro medesimo dubbio.

- Questione di temperamenti! - sentenziò il Collini, stringendosi nelle spalle. - Il vostro, padre mio, s’è fatto soverchiamente sanguigno.

- Forse! - assentì Bonaventura, il cui pensiero correva altrove.