Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/314

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Iddio misericordioso aveva finalmente esaudito i suoi voti.

I signori erano già da un pezzo raccolti a conversare sotto un elegante loggiato, e i nostri più umili commensali erano ancora e accennavano di voler stare a lungo sul gotto. Michele, che non aveva più segreti da custodire, aveva fatta e suggellata la pace coll’inimico, e ben lo dimostravano i suoi occhi lustri, e il suo naso fiammeggiante più del consueto. A fargli perder le staffe aveva anche contribuito non poco una calda discussione con Sindi. Figuratevi; Michele voleva fare il saputo, parlare de’ suoi viaggi, delle sue guerre, delle costumanze dei gauchos, della selvaggia bellezza delle Pampas; e Sindi, un Indiano di Bènares, conosceva più America di lui, di lui Michele Garaventa, di lui legionario di Montevideo, avanzo di Rio Grande e della tapèra di Don Venanzio!

Come se ciò non bastasse. Sindi voleva far l’uomo anche in materia di lingua, e riprenderlo, lui Michele Garaventa, quando diceva che le Cordigliere delle Ande erano state testimoni di grandi catechismi, e che da Montevideo a Buenos Aires correvano di molte miglia quadrate. Scontento dell’America, e udito che il suo contradittore non era mai stato a Roma, Michele si pigliò una satolla dell’eterna città, che egli conosceva a menadito; parlò a suo bell’agio del Foro antico, che doveva al certo essere stato turato, poichè non si vedeva più; di San Giovanni Luterano, delle Ecatombe, dove si radunavano i primi Cristiani, e del Circolo, a cui s’era tolto il nome, poichè in parte era diroccato, e il popolo usava in quella vece chiamarlo Colosseo, forse perchè molti, nei tempi andati, ci s’erano fiaccato l’osso del collo.

Così preso l’aire, il buon Michele veniva ciaramellando allegramente da un pezzo, tra le risate dei commensali, allorquando uno di essi, che già da un’ora era tornato alle cure del suo uffizio, venne a dirgli che la sua presenza era desiderata da Sua Eccellenza il duca di Feira. Lui nel salotto? Lui dal duca e dai suoi nobilissimi ospiti? La cosa gli parve strana, inaudita, impossibile, e fu mestieri che il collega gliela ripetesse coll’aria più grave del mondo, perchè egli non l’avesse in conto d’una celia.

Ecco ora il come e il perchè di quella chiamata, che faceva tanto senso a Michele. Erano già suonate le nove di sera, e la marchesa Lilla accennava di volersi ridurre a casa per le dieci. Però il duca di Feira invitò cortesemente i suoi