Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/48

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Palestina, di essere la più amata tra tutte le donne della cristianità. Epperò, tornata in sè stessa, non volle mettere indugio a vedere il morente, e corse, volò, in compagnia di Bertrando, allo spedale dei pellegrini.

«Allorquando dalle labbra dell’amico, che era corso innanzi, udì Goffredo che la sospirata donna gli era già tanto vicina, non seppe resistere a quella grande allegrezza, e uscì per tal modo fuori de’ sensi, che fu da Bertrando creduto morto senz’altro.

«— Ahimè, — gridò la contessa di Tripoli, entrando nella cameretta e vedendo quella pallida fronte supina sul capezzale — che questa mia infausta bellezza ha ucciso il più gentil cavaliere che al mondo fosse! —

«E corsa alla sponda del letto, ov’egli giaceva, strinse quella mano che pendeva prosciolta sul ruvido copertoio, e recatasela alle labbra, la baciò amorosamente più volte.

«Al tocco di quelle labbra, tornò in sensi, riaperse gli occhi il moribondo, e vide finalmente, ahi troppo tardi! quella immagine divina. Un’aria di supremo contento gli si diffuse sul volto; la sua mano strinse dolcemente quella di lei; i suoi occhi si affisarono estatici sul bianco viso, sul collo, sugli omeri, e sulla persona tutta quanta di quella gentile, quasi non volessero perdere un lineamento, un contorno, di tanta bellezza. Così guardandola, e palpitando, raggiando verso di lei con tutte le forze stremate dell’anima sua, notò Goffredo le lagrime che le sgorgavano copiose dagli occhi.

«— Madonna, — diss’egli allora, con un filo di voce, e traendo a sè, come gli veniva fatto, quella maravigliosa persona, — qui, qui, presso a me, ve ne prego, che quelle dolcissime lagrime non vadano perdute!

«— State di buon animo, messere! — soggiunse ella, accostando la sua alla faccia di Goffredo, per modo che i suoi capelli ricadenti gli sfiorarono le guance e l’alito della sua bocca scese come una divina ambrosia a rinfrescargli le labbra; — Voi risanerete, e la nostra corte udrà ammirata i nuovi versi di un sì gentil trovatore. —

«A queste parole della contessa di Tripoli, Goffredo crollò malinconicamente la testa sull’origliere.

«— No, madonna, — ripigliò; — io mi sento morire. Solo la speranza di vedervi una volta, mi ha serbato questo soffio di vita. Addio, madonna; io non mi dolgo ora della morte, ora che vi ho veduta. Il mio labbro ha bevute le vostre lagrime; il mio cuore le porterà nella tomba. —