Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/92

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— Mi chiamo Rosa, a’ suoi comandi! — soggiunse la donna.

— Non importa; io ti chiamo Gabrina. Eccoti il battesimo! — disse il Giuliani, mettendole in mano un mezzo marengo.

— E questa è la confermazione! — aggiunse il Contini, che aveva stimato opportuno di raddoppiare la dose.

— Grazie! Pregherò il Signore per le loro Eccellenze.

— Brava! — esclamò il Giuliani. — E procura di ottenere che non ci mandi in un luogo dove ti s’abbia a trovare.

— Ella ha ragione; son vecchia, e le vecchie non le vuole nemmanco il diavolo.

— Per risparmio di legna, perchè no? — le disse di rimando il Giuliani, in quella che la seguiva dall’anticamera nel salottino. — Vanne, Gabrina, e dormi i tuoi sonni tranquilli. —

La fantesca uscì sorridendo e facendo inchini a quei due gran signori. Intanto, il Giuliani, andato alla volta di un uscio che metteva alla camera della padrona, accostò il viso alla toppa, non già per guardare dal buco, ma per mandar queste parole alla diva del santuario.

— Violetta, ve ne prego, non istate a farvi troppo bella; se no caschiamo in tentazione.

— Pazzo! — rispose una voce argentina. — Ma voi non siete solo, m’è parso di udire....

— E le vostre orecchie piccine non vi hanno ingannato. È con me un amico carissimo, il quale è innamorato cotto di voi. Ha già speso cinquantamila lire per una bionda, e per un’altra getterà il rimanente.

— Bravo, e aiutate i negozi degli altri?

— Che volete? Si diventa vecchi; ma il cuore è sempre giovine, e se vi parrà di averlo a preferire....

— Oh, lo conosco, il vostro cuore! un limone strizzato! — gridò la diva, ridendo liberamente, in quella che la sua mano si accostava alla maniglia del saliscendi, per aprire il santuario.

— Prostrati, Marcello! Ecco la leggiadra Violetta che appare, «misteriosa, altera, croce e delizia al cor». —

Mentre così parlava il Giuliani, compariva appunto sul limitare la donna, tutta chiusa in un lungo accappatoio bianco, di cui, per vezzo, veniva stringendosi i capi colle braccia raccolte a mo’ di croce sul seno.

Quell’atteggiamento riusciva mirabilmente a disegnare i contorni di una persona svelta e pienotta ad un tempo, mettendo anche in mostra la bellezza delle mani, le cui dita af-