Pagina:Barrili - L'olmo e l'edera, vol. 1.djvu/111

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Il Giacomo incominciò a rispondere crollando le spalle, come colui che non menava buone alla signora Tonna le sue fisime intorno ai danni del moto.

— Oh che? — soggiunse poi, — L’aveva da star sempre murata in casa? Ella ci sta fin troppo per sua elezione, la povera signora; che se noi non le si dice di muoversi un tratto e di scendere a respirare, un poco d’aria, ella starebbe di continuo sdraiata sul suo lettuccio a contare i moscherini che volano.

— Egli ha ragione; — disse Laurenti. — Queste sono malattie che tolgono insieme colle forze la volontà, e s’ha da vincere, col moto continuo, colla mutazione dell’aria, quella naturale propensione che hanno gli ammalati a stare fermi. Così pure è necessario che siano distolti da quella malinconia del pensar sempre. L’eccesso della vita intellettuale riesce a danno della vita fisica, e non aiuta a far sangue.

In quella che così ragionavano, la signora Argellani si mosse e diede un gemito. Laurenti, il quale l’aveva sempre tenuta per mano, proseguendo a stropicciarle le estremità coll’acqua di Felsina, s’inchinò rasserenato verso di lei.