Pagina:Barrili - L'olmo e l'edera, vol. 2.djvu/129

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— interruppe lo spagnuolo giramondo. — Quello è uno spettacolo mirabile, fecondo di commozioni, in mezzo alle quali l’antiquario diventa poeta.

— Certamente farò com’Ella mi consiglia, e vedrò anche Balsora e Bagdad, la città del califfo Arun Al Rascid, la culla meravigliosa delle Mille e una notti; poi m’imbarcherò per Bombay.

— Benissimo, e le raccomando, quando sarà a Bombay, di dare una scorsa fino ai templi d’Ellora. Felice Lei, signor dottore! Se le mie faccende non mi tenessero ancora per qualche mese in Europa, chi sa? mi salterebbe il ticchio di partire con Lei. Sono due anni da che ho lasciato que’ paesi, e mi paion già mille.

— L’aspetterò a Madras, sulla costa del Coromandel; — rispose Guido che provava un amaro diletto a parlare di quel suo viaggio imminente, natogli pur dianzi nel cervello.

— Sta bene, siamo intesi. Io già ho sempre avuto in pensiero di tornarvi, e la sua presenza sarà un incentivo di più.

— E’ pare — disse Luisa, — che nasca una grande amicizia tra il signor di Marana e il signor Laurenti!

— Sotto gli auspici di Vostra Mercede, come no? — rispose con galanteria il Marana. — Il dottore è un giovinotto come