Pagina:Barrili - La legge Oppia, Genova, Andrea Moretti, 1873.djvu/20

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16 la legge oppia


Claudia

Così tardi? Le nostre visite non istaranno molto a giungere. Bada, Mirrina, tien d’occhio tu stessa l’uscio là in fondo!

(accennando dietro la scena a Mirrina, che esce dalla fauce a destra)

Ah che la vada bene, figliuole mie! Ci siam messe ad una bella impresa!

Marzia

Eh via, di che temi? Il dado è tratto.

Claudia

Pur troppo! Ma che dirà vostro padre, quando saprà che s’è aspettata la sua partenza, per metter mano in un intruglio cosiffatto?

Marzia

Eh via! Il babbo ci ama e ci perdonerà questa alzata d’ingegno. — Infine, che gran male si fa? E operiamo noi diverso da quante sono, non dirò matrone, ma femmine in Roma? Tutte, sai, tutte ad una! Albina Lutazia, Giulia Flaminia, le tre di casa Cornelia, il meglio di Roma, sempre dopo la casa Claudia donde tu nasci, dànno l’esempio alle altre. Oramai la è una corrente, e noi non facciamo che andar pel suo verso.

Claudia

Sì, sì, sta bene; ma tutte quelle che mi hai noverate fin qui, non son donne di magistrati.

Marzia

Ci vengo. Anna Luscina, moglie a Fabrizio Luscino, pretore civile; io, io Marzia Atinia, moglie di