Pagina:Barrili - La legge Oppia, Genova, Andrea Moretti, 1873.djvu/92

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88 la legge oppia

Erennio

Materina, dico! Non mi fate pasticci! Avreste bevuto vino, stamane? Sarà bastone e divorzio.

Materina

Bastone a me? Tu hai già sentito qualche volta di quante foglie sieno i miei garofani.

Birria

(sottovoce a Mirrina)

Com’io i tuoi, Mirrina!

Materina

Ripudiarmi, poi! Ah, lo volesse Giunone liberatrice, ch’io le porterei un voto largo tanto!

Erennio

Oh, insomma! La pazienza è stata già troppa e forza dee rimanere alla legge.

Materina

Sì, eh? Qua una mano, voi altre!

Tutte

(facendo impeto sul littore)

Dal Console! dal Console!

Erennio

Indietro, olà! Ehi, dico, Quiriti, se vi pare!...

(atterrato Erennio, la turba si scaglia verso la porta e sparisce)

Altro che parere! questo è sentire....

(tastandosi le membra indolenzite)

E il Console che dirà? Suvvia, coraggio, inseguiamole!

(raccatta il fascio da terra ed esce per la porta anzidetta)