Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/122

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78 capitolo iv.


capo dei coolies, pratico dei luoghi, andava avanti esplorando. Non potevamo arrischiarci a camminare col motore; e del resto avevamo ancora ben pochi chilometri di pianura da percorrere prima di arrivare ai passi montuosi di Ki-mi-ni. I nostri cinesi trainavano senza fatica seguendo il passo rapido del mulo, dell’asino e del cavallo. Al sorgere del sole eravamo ai piedi d’una grandiosa e singolare montagna, la Lian-ya-miao.

La Lian-ya-miao è isolata dagli altri monti, e più alta di tutti, ed ha l’aria di essere al loro comando. Essa è rasentata al sud dal fiume Hun, e domina per un tratto il suo corso dall’alto di immani rupi a picco. La strada per Kalgan passa in vicinanza dell’Hun-ho, un po’ sulla riva del fiume, un po’ sulle balze del monte, ora fra sabbie ed ora fra dirupi, s’inerpica e discende, finché aggirate le montagne lascia il fiume e s’inoltra fra molli colline verso l’altipiano di Hsin-wa-fu, al cui limite, ai piedi di altre montagne, sta Kalgan.

Sotto alla Lian-ya-miao è costruita la città di Ki-mi-ni, nella pianura; agli angoli delle sue muraglie sorgono graziose pagodine, e qualche tetto di tempio dagli angoli sollevati, sormontato da draghi di maiolica e guernito di campanelli, s’erge al disopra delle merlature. Di Ki-mi-ni non si scorge altro. Essa è tutta chiusa fra le alte mura quadre, come tante città cinesi. Strane città vicino alle quali passiamo senza vedere il loro profilo, misteriose, che si difendono dalla curiosità come da un nemico. Camminando all’esterno dei loro bastioni, nel silenzio e nella solitudine, sembra quasi impossibile che dall’altra parte di quelle gran mura oscure ed eguali vi sia una popolazione, vi siano delle strade, delle case, dei mercati, della gioia e del dolore. Tutto è cinto da muri in Cina: l’Impero, le città, i templi, le case. L’ideale della vita cinese è una tranquilla prigionia.

Passati intorno alla città, ci siamo trovati subitamente in riva all’Hun-ho, nell’ombra della Lian-ya-miao le cui roccie ci sovrastavano.

Sulla vetta del monte abbiamo scorto un tempio. Come hanno