Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/154

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108 capitolo v.


accampati a trenta li da Kalgan. Il loro viaggio era stato pure faticoso, ma piacevolmente interrotto alla sera dalla vita da accampamento, con le sue svariate occupazioni, le improvvisate cucine all’aria aperta, le lotte contro la pioggia, i risvegli nel fresco dell’alba. Sotto alla Lian-ya-miao essi avevano trovato l’Hun guadabile, ed avevano potuto evitare un’ascensione pittoresca e detestabile; ma non avevano avuto modo di evitare le altre, più aspre e più difficili.

In un momento il cortile della Banca sembrò trasformato in un’officina. Per tutto bidoni d’olio e d’essenza, chiavi inglesi, martelli, gomme, pezzi di ricambio gettati alla rinfusa. Le automobili mostravano a nudo i loro lucenti organismi per le aperture dei cofani, e si offrivano docilmente alle toilette. I meccanici, le mani intrise di grasso, sparivano carponi fra le ruote, vi si distendevano, giravano martinetti, svitavano dadi, martellavano, pulivano. Tutte le parti superflue erano smontate e gettate via per rendere le macchine più leggiere; Pons segava i suoi parafanghi, Bizac toglieva i “silenziosi„ — quei pesanti cilindri che comprimono il gas per lasciarlo sfuggire senza rumore. Poi i motori erano provati, ascoltati, provati ancora, e il cortile s’empiva di frastuono, di fumo, di puzza. Alla sera tutte le automobili erano pronte. Il bagaglio s’era aumentato di alcune pellicce di capra che Pietro aveva comperato per noi al mercato.

Fu un banchetto melanconico quella sera alla mensa del signor Dorliac. Eravamo un po’ stanchi; e non avevamo nulla da dirci poiché tutte le menti erano piene d’uno stesso pensiero e tutte le anime d’una stessa impazienza. Stavamo per lasciare con Kalgan ogni contatto con la civiltà. Fino allora ci eravamo trovati in condizione da poter ricevere da Pechino pronti aiuti; avevamo attraversato regioni popolose e ricche; eravamo stati sempre circondati da una folla di gente; il ritorno sarebbe stato facile; il mare era vicino, e il mare è la strada di casa. All’indomani ci saremmo slanciati nell’ignoto, soli. Era un momento decisivo. Era il lâchez tout dell’aeronauta. Anche noi ad un certo