Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/335

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sulle rive del baikal 283


aperto delle prigioni e lasciato fuggire i criminali, entrano nelle banche, svaligiano, scompaiono. Non si vive più in pace.

Comprendevamo bene la ragione per la quale la Polizia ci aveva autorizzati a portare non una ma due rivoltelle; e diveniva logica la strana domanda che ci sentivamo rivolgere arrivando in qualche posto: “Siete stati mai assaliti?„ A Verkhne-Udinsk degli ufficiali della polizia, venuti all’albergo, ci avevano detto: “Al primo movimento sospetto di qualcuno vicino a voi, specialmente di sera, sparate, sparate subito, ma state attenti sopratutto ad una cosa....„ — Quale? — avevamo chiesto —. “A tirare giusto, a non sbagliare il colpo„ — e non pareva avessero menomamente il tono di scherzare.

Il telegramma veniva da Irkutsk, e diceva: “Il Governatore generale si trova a Krassnojarsk ove gli venne trasmessa la vostra domanda di attraversare i ponti ferroviari„. Ci riaddormentammo sul nostro pavimento borbottando qualche parola poco ortodossa contro la lentezza delle tramitazioni ufficiali in Siberia.

L’indomani, 29 Giugno, eravamo a colazione dal luogotenente farmacista, nella sua retrobottega, e parlavamo della famosa caccia all’orso, quando il campanello della porta sulla strada squillò. Il nostro ospite, che era andato ad aprire, riapparve poco dopo con fare misterioso, guardò in giro i suoi barattoli, come temesse di essere spiato, e a bassa voce ci disse:

— Ci sono i gendarmi! Due gendarmi che chiedono di voi.

— Di noi?

— Sì, di voi. Sanno che siete qui, e dicono che hanno assoluto bisogno di parlarvi. Mi dispiace....

Andammo a sentire cosa voleva la gendarmeria da noi. Nella farmacia due gorodovoi ci aspettavano. Fuori della vetrina qualche curioso cercava di guardar dentro, timidamente, senza averne l’aria. L’arrivo dei gendarmi non è sempre un segno di buon augurio in Siberia. Forse Missowaja già si aspettava l’arresto dei misteriosi viaggiatori che correvano il mondo sopra una locomotiva scappata. Borghese stava per metter mano alle carte e mo-