Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/340

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288 capitolo xiii.


vimento di galoppo, lieve lieve. Ma quando la velocità aumentava, il galoppo diveniva violento, e finiva per cambiarsi in un fremito terribile, in uno squassamento feroce nel quale la macchina pareva dovesse spezzarsi. Ci contentavamo perciò di galoppare adagio adagio, con la velocità di un quindici chilometri all’ora. Arrivammo alla prima casa cantoniera.

Il guardiano, naturalmente, non era più informato del capostazione sul nostro viaggio, eseguito sotto l’alto ed esclusivo patronato della polizia. Il poveretto non capiva niente di quella strana locomotiva che se ne andava tranquillamente fuori delle rotaie; guardò esterrefatto, e finì certamente con l’immaginarla un veicolo di nuovo modello in prova, poiché si precipitò nella sua casetta, ne uscì subito armato del bastone che segnala “strada libera„, e si mise nella posizione regolamentare. Il gendarme ordinò di fermare, scese, si avvicinò a quell’uomo, e si fece consegnare la bandierina rossa che teneva, arrotolata, alla cintura. Il gendarme, agitando quel vessillo sovversivo, ritornò sull’automobile, tutto soddisfatto, esclamando:

— Per fermare i treni!

Passammo su numerosi ponticelli, larghi quanto le traverse, senza parapetti, sospesi su profondi burroni dei quali vedevamo spumeggiare l’acqua sotto di noi, per i larghi interstizi fra una traversa e l’altra. Quei ponticelli, così traforati, formati da assi discoste che sembrano sorrette soltanto dai binari, hanno un’apparenza di leggerezza e di fragilità che spaventa. Si sa che sono forti, ma non si vede. L’automobile camminava con le ruote di sinistra fra i due binari, e le ruote di destra all’esterno, su quel poco spazio delle traverse che sporge in fuori. Nei ponti, così, le ruote di destra correvano proprio sull’orlo dell’abisso. Era questione di centimetri. La manovra non presentava tecnicamente difficoltà per un guidatore dall’attenzione costante e dalla mano sicura. Ma era impossibile in quei momenti di sottrarsi ad una leggera, istintiva, segreta emozione, che faceva stringere i pugni, e non permetteva di distogliere l’occhio dalla ruota direttrice nel suo