Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/430

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372 capitolo xvi.


Ogni dieci verste la troika trovava cavalli freschi e un nuovo cocchiere. Il cambio veniva operato fulmineamente; quasi non aspettavamo. Tutto era preparato in modo da non attendere un istante. Traversammo un fiumicello, confluente dell’Obi, sopra una vecchia barca sconnessa, e dovemmo lavorare duramente, insieme a dei mujik e al Pristaf, per rafforzare la passerella d’imbarco che aveva minacciato di spezzarsi sotto l’automobile. Al di là del piccolo flume il terreno cominciava ad ondularsi. Le paludi erano finite. Verso le sette scorgemmo dei campanili aguzzi sulla linea bassa dell’orizzonte. Mezz’ora dopo arrivavamo a Kolywan.

La popolazione ci aspettava, come a Marinsk. Era uscita dal paese a piedi, a cavallo, in telega. Il capo della polizia era là, in mezzo ad un gran vuoto rispettoso. Appena ci vide si avanzò per riceverci. Ma improvvisamente il nostro solenne ingresso venne turbato da un incidente unico.

Centinaia di buoi tornavano dai campi alle loro stalle, con la fretta di animali casalinghi, quando.... Ma è bene spiegare prima un uso particolare dei buoi siberiani, i quali dimostrano la migliore educazione sociale. I pascoli in Siberia sono quasi tutti comunali, proprietà collettive. Al mattino gli abitanti schiudono le stalle, e i buoi vanno a ruminare insieme l’erba municipale; alla sera la gran mandria rientra tutta unita al paese, come fanno i ragazzi che tornano dalla scuola, e quando è nell’abitato ogni bue si distacca dai compagni e va a casa sua, tranquillamente, da sè; trova la stalla aperta, rientra, e la mandria si assottiglia fino a che non rimane che un solo bue, l’ultimo, il quale sparisce nell’ultima casa del villaggio. Noi arrivavamo a Kolywan precisamente durante la rentrée serale dei buoi cittadini. Spaventati dall’automobile, si precipitarono nell’abitato, s’ingolfarono nella strada principale insieme a noi. La gente fuggiva. Il capo della polizia era scomparso con mezzo saluto rientrato. Ci trovammo avvolti da un gran polverone, circondati da una selva di corna, in mezzo allo scalpitìo, ai muggiti, alle grida. Potevamo crederci al centro della più straor-