Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/440

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
382 capitolo xvii.


mezzogiorno ci trovammo in un pericolo impreveduto, che avrebbe potuto avere disastrose conseguenze. Tutto ad un tratto sentimmo un puzzo di bruciato, e subito dopo, volgendoci, vedemmo che la macchina lasciava dietro di sè un denso fumo. Il fumo usciva da sotto alla vettura.

— Il freno! — gridammo. — Il freno arde!

Conoscevamo già questo genere d’incidenti per avere il minimo dubbio sulla sua origine. Fermammo l’automobile e balzammo in terra. Le fiamme divamparono. Questa volta il caso era gravissimo. La grande velocità ci aveva impedito di accorgercene subito, a causa della ventilazione. Il fuoco, aveva dovuto svilupparsi molto prima che il suo odore giungesse a farsi sentire. Le fiamme, che erano state fino allora tenute basse dal vento della corsa e dal potentissimo soffio d’aria sviluppato dalla vorticosa rotazione del volano, s’allungarono nella calma rombando. La causa del fuoco era sempre nel soverchio attrito del freno che si chiudeva da sè, per un guasto che non potevamo conoscere senza smontare la macchina. Quella volta non soltanto il grasso lubrificante del freno s’era incendiato, ma cominciava ad ardere il piano di legno della carrozzeria. Temevamo l’imminente scoppio della benzina, della quale avevamo nei serbatoi un duecento litri. Sarebbe bastato un minimo guasto al tubo che conduce la benzina al motore, e che passava a pochi centimetri dalle fiamme, per provocare una catastrofe.

— Acqua! Acqua! Svelti! — ci gridavamo.

Le altre volte avevamo trovato facilmente dell’acqua intorno a noi. Io presi la pentola, e mi precipitai nei fossati ai lati della strada. Erano asciutti. Inutilmente cercai almeno del fango, fra l’erba. Il terreno sabbioso, era inaridito. A cinquanta passi, avanti a noi, v’era un ponticello. Là sotto avrei trovato dell’acqua, una pozza almeno. Vi corsi trafelato. Niente. Per un momento girammo concitati.

— Coraggio! — ci dicevamo.

— Gettiamogli addosso della sabbia!