Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/54

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
12 capitolo i.


wu-pu del fatto che i ministri di Francia, di Olanda, d’Italia e di Russia a Pechino s’interessavano grandemente al buon esito della spedizione automobilistica. Specialmente i primi tre bombardavano l’austero e nobile consesso con note ufficiali e ufficiose chiedenti un immediato rilascio di passaporti per la Mongolia intestati agli automobilisti loro concittadini (o ingegneri o ufficiali che fossero). Che fare? Bisognava lottare per il bene della patria, e il Wai-wu-pu lottò. Cominciò col negare i passaporti.

Vi furono numerose visite di segretari e d’interpreti europei; il Wai-wu-pu offrì loro del thè, ma resistè eroicamente alle loro domande. In fondo il Wai-wu-pu è stato creato apposta per dir di no agli europei. Gli europei domandavano porti, miniere, ferrovie, cattedre universitarie, indennizzi per missionari martirizzati, e la Cina sentì la necessità d’un organismo di difesa. Formò quello Tsung-li-yamen, di buona memoria, che aveva l’incarico essenziale di mantenere sospese tutte le domande europee, rimandando le risposte al futuro remoto. Dopo i Boxer le Potenze non vollero più saperne dello Tsung-li-yamen e il governo cinese le contentò creando il Wai-wu-pu, il quale offre questo vantaggio: che non lascia più le domande sospese. Risponde subito di no.

Ma in forza dei trattati, la Cina non poteva negare i passaporti a degli stranieri che volevano traversare una provincia dell’Impero. E poi una grave complicazione sopravvenne a rimuovere il Wai-wu-pu dalla sua determinazione. Una complicazione la cui importanza non era stata preveduta e approfondita dalle sagaci menti mandarinali: le automobili erano giunte a Pechino! Peggio ancora, esse si mostravano per le vie di Pechino — per quanto ciò fosse stato loro proibito a meno che non avessero consentito a lasciarsi trascinare da uno, o al più due muli. Se si rifiutavano ancora i passaporti, quelle macchine diaboliche, sarebbero evidentemente rimaste a Pechino. Avrebbero continuato a turbare la quiete sacra della capitale, avrebbero sconvolto le menti del popolo, disseminato per tutto i germi della corruttela occidentale, sollevato lo sdegno degli spiriti, le vendette del Feng-shui,