Pagina:Barzini - Una porta d'Italia col Tedesco per portiere, Caddeo, Milano, 1922.djvu/149

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 139 —


drei e Franco Ciarlantini: chiusa per una serie di ragioni non tutte dipendenti dalla malavoglia dei Tedeschi a tenersi una simile spina in cuore. Ebbene, la si riapra questa libreria, e in luogo centrale della città, a qualunque costo. I Tedeschi dell’Alto Adige, quando vedranno che il Brennero li divide proprio per sempre dall’Europa centrale e dallo stesso Tirolo, troveranno utile e forse meno acerbo ritornare, come ne’ primi tempi, allo studio della nostra grammatica e alla lettura delle nostre pubblicazioni. E allora verranno più facilmente e più sovente tra noi, nelle nostre città, non solo da turisti, ma anche da commercianti per lo spaccio dei loro abbondanti e ottimi legnami, delle loro mele e pere stupende, dei loro vini eccellenti: faremo con essi e per essi delle mostre ed esposizioni, li persuaderemo che la nostra lira, se vale poco sul mercato del mondo, vale sempre molto di più della corona austriaca o del marco germanico, cosa che i Perathoner, i Toggenburg e i Nicolussi hanno avuto la malizia di far dimenticare, ma che non è senza significato e senza importanza.

Insomma, in terre che dànno i medesimi prodotti agricoli e sono rischiarate dal medesimo sole sotto una medesima limpidezza di cieli, la convivenza politica diventi non solo una possibilità, ma una necessità: diventi per virtù di concordie reciproche, diventi per sana opera di Governo e di cittadini: anche se il Governo è riluttante e irre-