Pagina:Basile - Lu cunto de li cunti, Vol.I.djvu/185

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introduzione clxxv

al re in nome del suo padrone, e del viaggio attraverso terre altrui, che la gatta fa passare per terre di lui. Anche in questa poi, la gatta s’introduce nel castello di di un Troll; e, quando il Troll sopraggiunge, lo tiene a bada con discorsi fuori la porta, finchè apparisce il sole, e il Troll scoppia. Infine, la gatta chiede al suo padroncino che le tagli la testa. — Non sia mai! — , dice questi. — Tagliami la testa, se no, ti cavo gli occhi! — Malvolentieri le taglia la testa. E la gatta diviene una bellissima Principessa, ch’egli prende per moglie1.


Al gruppo della novellina della Fanciulla dalle mani tronche si riconnettono due cunti. La Penta Manomozza (III, 2) racconta di un re che, rimasto vedovo, vuol prendere per moglie sua sorella, Penta. Anche nel T. VI della G. II si ha l’amore incestuoso di un re vedovo, al quale la moglie morente aveva fatto promettere di non prendere per moglie se non una donna bella come lei: il Re non trova di pari bellezza se non la propria figlia, e vuole sposarla; ma questa, per un legnetto fatato che ha da una vecchia, si trasforma in un’orsa, e gli sfugge. Ma, tornando a Penta, essa, sapendo che il fratello s’era specialmente invaghito delle sue mani, se le fa tagliare e gliele manda in un bacile. Il re, adirato, la fa mettere in una cassa impeciata e gittare a mare. La cassa è tirata a riva da certi marinai, ma la moglie d’uno di que-



  1. I. Grimm, Vorrede, l. c., pp. XVI-XXII.