Pagina:Basile - Lu cunto de li cunti, Vol.I.djvu/207

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introduzione cxcvii

i.

Ser.mo Sig.re,

Son così grandi e singolari i favori, che mia casa di giorno in giorno riceve dalla generosissima mano di V. A. ch’io neanche mi confido d’agguagliar quelli con le parole, per ciò che quanto ella va maggiormente aprendo la strada alla sua magnanimità, meno so io trovare il sentiero da poternela a pieno ringratiare. Molte erano le obligationi con le quali m’havea V. A. legato per tanti favori ad Andreana mia sorella già fatti, molto era il debito ch’io particolarmente me le conosceva d’havere per quegli, che nella persona mia stessa ella si degnò d’impiegare. Ora s’è cotanto, e l’obligatione e ’l debito avanzato per così signalato beneficio, che l’altra mia sorella Vittoria dalla Real Magnificenza della sua mano Ser.ma ha ricevuto, che mi sono accresciute nuove e più salde catene alla servitù ch’io tengo con l’Altezza di lei. Per lo che.......1 l’ardente desiderio ch’io notrisco de spargere ad ogni suo minimo cenno il sangue e la vita qual ella si sia. Priego N. S. Iddio che questa generosità grande alla nostra Vittoria dimostrata sia felicissimo augurio delle sue future vittorie, così come più che felici a V. A. le auguro con l’opportunità delle prossime feste di Natale, le quali conceda il cielo a V. A. piene d’altre tanta e di maggior consolatione di quella che ha fatto sentire a nostra casa, con che fine fo a V. A. hum.ma riverenza.

Da Napoli 20 di Xbre 1613.

Di V. A. S.ma

Hum.mo e perpetuo Ser.re

Gio. Battista Basile.



  1. «Non si legge per essere sbiadito l’inchiostro per umidità» (Nota apposta alla copia dal sig. Davari).