Pagina:Battisti, Al parlamento austriaco, 1915.djvu/129

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trento, trieste e il dovere d'italia 113


Rilevata questa speciale forza del congegno burocratico austriaco passiamo ad esaminare il problema economico delle terre italiane soggette all’Austria. V’è una frase fatta che si ripete pappagallescamente da anni e anni in Italia. L’Austria, si dice, è indubbiamente il peggiore dei governi per quanto concerne la libertà, in compenso però è una buona amministratrice, è generosa dispensiera di benefici economici. Non è vero. È una fama usurpata almeno per quanto concerne gli italiani. Il Governo austriaco non solo ha lasciato nel più doloroso abbandono le provincie italiane, ma ha permesso nel Trentino lo sfruttamento più iniquo della popolazione italiana a tutto beneficio della popolazione tedesca del Tirolo, come nella regione adriatica ha eretto a sistema di governo la cacciata dell’elemento italiano indigeno per far posto nei pubblici uffici e nelle industrie e pubbliche e private all’elemento forestiero croato.

L’Austria che dominava nel Lombardo-Veneto sessant’anni fa, avea per suoi esponenti tipici il poliziotto e il croato. Polizia e militarismo. Polizia intesa nel senso più abietto, di spionaggio, di corruzione, di coercizione continua, feroce di ogni libertà; militarismo considerato non come elemento di legittima difesa della patria, ma come strumento di oppressione. L’Austria moderna ha scoperto nuovi congegni di tortura. Essa ha trasformato i popoli in poliziotti e gendarmi di altri popoli. Ha messo sul collo degli italiani del Trentino i rozzi tedeschi del Tirolo; alle calcagna