Pagina:Battisti, Al parlamento austriaco, 1915.djvu/168

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150 al popolo italiano

la campagna passata buon numero di valorosi ufficiali e soldati — e al martirologio nostro, nomi, che mi commuovono nel pronunciarli, e che certamente onorano il nostro paese al pari de’ più illustri.

Il nome del trentino Bronzetti, durerà nella memoria de’ posteri quanto i fasti gloriosi della nostra storia, e sarà il grido di guerra de’ bravi cacciatori dell’Alpi nelle pugne venture contro gli oppressori dell’Italia.

E soggiungeva:

....Valga la mia debole voce a ricordare un ramo dei più nobili e più generosi della famiglia italiana, su cui posano meritatamente le nostre speranze di redenzione.

Se la missione storica di cui maggiormente può gloriarsi il Trentino fu quella d’esser stato la diga all’irrompente elemento teutonico, esso alla sua volta fu fattore non ultimo della cultura e civiltà italica. Elaborò un suo volgare — già menzionato da Dante sul principio del trecento — con perfetta impronta latina e con proprio valore organico. Alle lettere italiane e all’arte dette in tutti i secoli fervidi cultori dallo scultore Alessandro Vittoria ai pittori Francesco Guardi e Giovanni Segantini, dal filosofo Acconcio ad Antonio Rosmini, dall’umanista Polentone e dal poeta Nicolò d’Arco a Giovanni Prati. Non vi fu movimento letterario, scuola filosofica o artistica o scientifica in Italia che non abbia avuto nel Trentino il suo rappresentante.