Pagina:Battisti, campagna autonomistica, 1901.djvu/29

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assurgeva dalla questione tramviaria a tutta la questione trentina chiedendo un’amministrazione propria. Eccolo:

«Il comizio popolare per le tramvie elettriche tenuto in Trento il 20 marzo 1898:

considerando che l’effettuazione delle progettate tramvie, oltreché rispondere ad un reale bisogno del paese, apporterebbe uno sviluppo notevole all’economia, facilitando l’incremento del commercio e l’impianto delle industrie, e un impulso allo sviluppo intellettuale delle popolazioni e che, perciò, i lavoratori non soltanto ne avrebbero l’utile immediato di trovare, in patria quel lavoro che oggi sono costretti a cercare altrove, ma anche quello lontano di vedere il loro paese arrivare a quello sviluppo economico e civile che faciliterebbe l’opera della loro totale emancipazione, pur avendo presente che l’effettuazione di quest’impresa non eliminerà l’antagonismo degli interessi, causa delle misere condizioni delle classi lavoratrici e nello stesso tempo fattore di progresso civile, ma segnerà soltanto un passo verso la redenzione dei lavoratori,

considerando che la deliberazione della Dieta è contraria ad ogni criterio di equità e di giustizia,

persuaso che l’impresa è sana, e vitale in linea tanto tecnica, quanto economica e finanziaria, e che essa presenta un’ottima occasione d’investimento di capitali che, pur troppo, fino ad ora non furono impiegati nei commerci e nelle industrie,

protesta energicamente contro l’egoistico, ingiusto ed anticivile rifiuto della Dieta d’Innsbruck e coglie l’occasione per reclamare una volta ancora un’amministrazione provinciale propria,

chiede al governo che in base ai diritti garantitici dalla costituzione, concorra largamente all’appoggio dell’impresa ed invita i deputati trentini a volere sollecitare un’aperta risposta dal governo in merito al suo appoggio e, nel caso che quella risposta non fosse favorevole, essi passino senz’altro alla più viva opposizione.»

Dopo il comizio non mancarono conferenze, articoli, appelli, adunanze, ecc.

Fu un continuo succedersi di lotta a lotta, di propaganda a propaganda e si colse l’occasione di far ciò nelle elezioni politiche suppletorie della V.a Curia del Maggio-Giugno 1898. Allora, come adesso, i socialisti furono l’unico partito del paese che si valsero dell’occasione di un periodo di vita elettorale per spargersi fra le masse e portare la loro viva parola in ogni remoto paesello. Dovunque il programma nostro fu esposto, li si trattò anche