Pagina:Battisti, campagna autonomistica, 1901.djvu/64

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qualunque. Ecco qui la statistica stradale. Essa ci fa sapere che il Trentino non ha che 142 km. di ferrovie, mentre il Tirolo ne ha da 6 a 700. Ci dice inoltre che le arterie stradali delle nostre vallate furono costrutte in gran parte a spese nostre. Alle spese per le strade del Trentino comprese nella categoria delle cosiddette strade commerciali i comuni del Trentino consacrarono l’importo di fior. 4.826.000 mentre provincia e stato non vi contribuirono neppur colla sessantesima parte, avendo essi dato complessivamente soli 70.000 fior.

E uno sguardo alla carta geografica ci dimostra come, mentre il Tirolo ha tutti i suoi villaggi, i valichi alpini, i possessi boschivi, attraversati da carrozzabili, qui nel Trentino ci sono ancor decine e decine di comuni privi di strade non diciam carrozzabili, ma sulle quali possa a stento esser trascinato un carro da buoi.

Ma di cifre belle e buone non ne conta proprio affatto in favor nostro questa amministrazione provinciale? Quali sono le nostre istituzioni aiutate, sorrette dalla provincia?

Nel capitolo « Igiene », dei bilanci degli ultimi quattr’anni vediamo figurare le spese per ospitali a circa 90.000 fiorini in favor del Tirolo e a circa 12.000 in favor del Trentino.

Abbiamo un istituto d’agricoltura ed un consiglio autonomo d’agricoltura e per queste istituzioni la provincia non spende certo di più che per le analoghe istituzioni tedesche del Tirolo: La seconda è veramente utile e sta 11 a dimostrare che come si sono divisi, con reciproco vantaggio delle due parti dell’attuale provincia, gli affari riguardanti l’agricoltura, cosi si potrebbero dividere quelli che riguardano l’igiene e la scuola, la sicurezza pubblica e l’edilizia.... in una parola tutto il resto.

D’istituti umanitari abbiamo per la parte italiana della provincia un manicomio ed avevamo un istituto per le partorienti.

Il buon governo tirolese capì che era necessario dividere i pazzi italiani dai pazzi tedeschi (e lo fece benché un po’ tardo) e non vuol capire che ben più necessario sarebbe il dividere i sani trentini, dai sani tirolesi.

Dell’istituto delle partorienti merita tener parola per rac-