Pagina:Beccaria - Dei delitti e delle pene, 1780.djvu/58

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24 Dei Delitti

uomo accusato di un delitto, carcerato, ed assoluto, non dovrebbe portar seco nota alcuna d’infamia. Quanti romani accusati di gravissimi delitti, trovati poi innocenti, furono dal popolo riveriti, e di magistrature onorati! ma per qual ragione è così diverso ai tempi nostri l’esito di un innocente? perchè sembra che nel presente sistema, criminale, secondo l’opinione degli uomini, prevalga l’idea della forza, e della prepotenza, a quella della giustizia; perchè si gettano confusi nello stesso carcer segreto, gli accusati, e i convinti; perchè la prigione è piutosto un supplizio, che una custodia del reo, e perchè la forza interna tutrice delle leggi è separata dalla esterna difenditrice del trono e della nazione, quando unite dovrebbon essere. Così la prima sarebbe per mezzo del comune appoggio delle leggi combinata colla facoltà giudicativa, ma non dipendente da quella con immediata potestà; e la gloria, che accompagna la pompa ed il fasto di un corpo


militare