Pagina:Beltrami - Per la Facciata del Duomo di Milano.djvu/12

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Queste incertezze di risultato si possono, almeno in gran parte, evitare mediante l’accordo dei due procedimenti, facendo sì che lo studio diligente del problema in tutte le vicende storiche abbia a tenere la fantasia nei giusti limiti e lasciando che questa si spieghi ed intervenga solo al momento opportuno là dove le ricerche storiche non arrivano a sciogliere i dubbii che aggrovigliano il problema.

Il presente studio — pubblicato per la prima volta nella circostanza del Concorso della Facciata del Duomo, bandito nel 1881 dalla R. Accademia di Belle Arti in Milano, ed ora ristampato con qualche aggiunta per la circostanza più solenne del nuovo Concorso bandito dalla stessa Amministrazione della Veneranda Fabbrica del Duomo — svolge appunto tutti quei criterii che, basati sopra gli indizii e i documenti storici, possono servire di guida e di norma per gli studii della nuova fronte, e possono apportare — come avvertiva la prefazione alla prima edizione — «il contributo di indagini e di convinzioni cresciute e rafforzate nello studio pratico del soggetto, affinchè il complesso delle idee e delle opinioni che, tratto tratto, si risvegliano intorno tale argomento, vada sempre più districandosi dalle pastoie di criterii troppo scolastici, e si sottragga ad opinioni le quali, perchè facilmente diffuse, tentano accaparrarsi l’autorità di tradizione; perchè insomma il difficile problema si affini sempre più sotto l’azione di una critica minuta e spassionata, la quale non speculi sulle opinioni popolari, nè sulle attrattive di concetti che impressionino facilmente di preferenza d’altri, ma abbia le sue radici nella autorità dei documenti.

A questi criterii si ispirava il progetto presentato nel 1883 al Concorso della R. Accademia di Belle Arti, e ripresentato ora — con qualche variante suggerita da ulteriori studii e da una più famigliare conoscenza dell’argomento — al Concorso Internazionale bandito dall’Amministrazione della Veneranda Fabbrica del Duomo.