Pagina:Bembo - Gli Asolani, Aldo, 1505.djvu/16

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gere, et insegna et dona modo a infiniti altri huomini, che vivono, di non fallire? che pensare che alcuno insegnante altrui la via di pervenire ad una parte non la sappia egli, ragionevolmente non si può te. Ma percio che tra le cagioni; che il nostro tranquillo navigar ci strurbano, et la calla del buon vivere ci rendono sospetta et dubbiosa; suole per la primiera essere il non sapere noi le più volte, quale buono Amore sia, et quale reo; il che non saputo fa, che noi le cose che fuggire si doverebbono amando, et quellaltre che sono da essere seguitate non amando, et tale volta o meno o piu del cŏvenevole convenevole convenevole hora schifandole et hora cercandole, travagliati et smarriti viviamo; ho voluto alcuni ragionamenti raccogliere; che in una brigata di tre nostre valorose donne, et in parte di Madonna la Reina di Cipri, pochi di sono, tre nostri aveduti et intendenti giovani fecero d’Amore assai ampia et diversamente questionandone in tre giornate; affine, che il giovamento et pro, che essi hanno a me renduto da loro, che glihanno fatti, sentendogli (et nel vero non è stato poco); possano etiandio rendere, a chiunque altro cosi hora da me raccolti piacesse di sentirgli. Allaqual cosa fare (come che in ciascuna eta stia bene l’udire et leggere le giovevoli cose, et sopra laltre questa: percio che non amare come che sia, in nessuna stagione non si puote; quando si vede, che da natura insieme col vivere a tutti gli huomini è dato, che ciascuno alcuna cosa sempre ami et sempre disii) pure io, che giovane sono, gli giovani huomini et le giovani donne conforto et invito maggiormente: Percio che a molti et a molte di loro peraventura (se io non m’inganno) agevolmente averra; che udito quello, che io mi profero di scriverne, essi prima d’Amore potranno far giudicio, che egli di loro s’habbia fatto pruova. Ilche quanto debba essere lor caro; ne io hora diro, et essi meglio potranno ne glialtri loro piu maturi anni giudicare: ma di vero si come nel piu