Pagina:Bernardino da Siena - Novellette ed esempi morali, Carabba, 1916.djvu/70

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58 APOLOGHI E NOVELLETTE

per certo ch’egli è uno ipocrito.” Questo frate Rufino fu poi santo, e tanto seppe ordinare questo maledetto diavolo, che elli si tirò adietro da la fervenzia che elli aveva a santo Francesco; e questo gl’intervenne piú e piú volte. Santo Francesco si avvidde dei modi di costui, e andandolo domandando della ragione, infine gli disse: “Hai tu mai avuta niuna visione?” Egli non volendoli dire, piú e piú volte nel ridomandò. A la fine egli gli disse, come egli aveva una visione nobilissima. Domandandolo, gli disse che il Crocifisso gli parlava. Allora santo Francesco, pensando a quello che era, gli disse: “Oimè, non gli crèdare, ché egli ti farà mal capitare, imperoché egli è il diavolo.” “Sí sí, che ’l diavolo si trasforma in modo di crocifisso. Oh, elli non si partí mai di su la croce al tempo di Cristo, non però in su la croce di Cristo!” E amaestrando costui gli disse: “Sai come tu fa’ la prima volta che egli viene piú: sappi che egli ha molto in odio l’umilità. Fa’ che quando egli t’apare piú, fa’ che tu li sputi nel viso. Se egli sarà il diavolo, egli si fuggirà, e se sarà Iddio, egli l’avrà caro, facendolo tu per questa intenzione, e avrallo per bene; ma se sarà il diavolo, subito si fugirà, però che egli non può avere tanta umilità, che elli sofferisca niuna ingiuria.” Costui cosí fece. Una volta elli venne a costui pure in quella forma: subito frate Rufino gli sputò in sul viso. Meffe! Come costui fece questo atto, subito si partí, e lassò quine una puzza terribile, e per modo che non si poteva stare. Tutto quello faceva per ingannare quello frate. Però ti dico: guarda quel-