Pagina:Bertacchi - Meteore Luminose, 1883.djvu/19

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XXI — - mento avrebbe scritto verso il 1606 in un carteggio privato, probabilmente ancora inedito e sconosciuto. Sen/.a dire che il lavoro del fisico italiano è senza dubbio precedente a questa data, quale c infine la scoperta o l’invenzione di cui non si trovi già qualche indizio o qualche elemento nei lavori o nelle idee che la precedettero? E questa è l’origine vera delle interminabili contese che sorgono pur sempre sulla priorità di ogni scoperta. Eppure la gloria di un’in¬ venzione non ò già di chi ha saputo darne senz’altro e di passaggio una vaga idea, ma di chi invece ha saputo trattarne con sicurezza i primi particolari di fatto, o, se vi ha d’uopo di osservazione e di espe¬ rienza, ha saputo eseguire l’una e l’altra. Nel nostro caso, poi, mancano persino gli clementi di siffatta discussione, onde nello stalo attuale della critica storica la priorità di cui parliamo non può esser contesa in nessun modo all’arcivescovo di Spalatro.... almeno fino al giorno in cui, dopo accurate e serie indagini, non si sia scoperto che in China... Dunque Marco Antonio De Dominis può e deve esser ritenuto finora come il vero autore della teoria del¬ l’arcobaleno. IV. Secondo periodo teologico. Ho accennato precedentemente al concetto di una radicale riforma ecclesiastica, tentata con molla impru¬ denza e molta precipitazione da M. A. De Dominis