Pagina:Bertacchi - Meteore Luminose, 1883.djvu/6

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Nessuno tuttavia cerca e nessuno saprebbe indicare1 la prigione ove morì Marco Antonio De Dominis, Arcivescovo di Spalatro, autore della teoria geometrica del canocchiale e dell’iride, dimenticato da noi, rivendicalo ai tardi onori della fama e della storia da uno straniero, dal massimo Isacco Newton.

Di lui come vescovo, e della sua vita avventurosissima, si hanno notizie importanti sparse qua e là in opere autorevoli, particolarmente nell'Illiria Sacra del Farlati2; ma si può sempre affermare che una bio-

  1. Debbo ad ogni modo qui ricordare il nome di un curioso e simpatico vecchio, il veterano Ciro Ciri che mi fu guida nell’interno di Castel Sant’Angelo, suo’studio e dimora da molti anni.
  2. Illirici Sacri, t. III, Ecclesia Spalatensis, D. Farlato, presbytero Societatis Jesu — Venetis, Coleti, 1766, pagg. 481-500. Molti brani di lettere e notizie riguardanti M. A. De Dominis e l’amico suo Paolo Sarpi (dal 1607 al 1617) sono riportale dal cav. Cicogna nel t. 5, pag. 608 delle Iscrizioni Veneziane. Altre fonti importanti per più estesi studi, oltre quelle che nominerò in appresso, sono le seguenti:
    Journal des Savants; 1677, 1701, 1702, 1719, 1720.
    Montucla, Histoire des Matématiques, T. 1, p. 701, 2, 3, 5.
    Id. id., II, p. 230 e 263. — Paris, a. VII, X.
    Monterrier, Dizionario delle scienze matematiche, T. S. — Firenze, 1838-49.
    Backer, Biliothèque des écrivains de la Compagnie de Jesus. — Liège, 1853-61. — Ser. V, p. 177.
    Riccardi, Biblioteca matematica italiana. — Modena, 1870-80, coll. 417, 488.
    Begerlink, Profectionis M. A. De Dominis consilium examinatum. — Antwerpioe, 1677, in-8.°
    L’Iride, opera di fisica matematica, ecc. — Bologna, 1678, in-4.°
         Mi fo premura, a questo riguardo, di ringraziare pubblicamente il cav. Berlolotti per alcune pregevoli notizie da lui comunicatemi sul De Dominis, notizie, che io ho potuto riscontrare sui documenti durante il mio ultimo soggiorno in Roma.
         Debbo ringraziare parimenti il sig. Vincenzo Armando, della Biblioteca del Duca di Genova in Torino, perchè con molta sollecitudine ed estese cognizioni bibliografiche, mi è stato di aiuto non lieve in queste ricerche.